Il sacerdozio

Z7

“E non chiamate nessuno ‘padre’ sulla terra”.  Questo l’audiamo a molti protestanti sotto il sacerdozio.

Significa questo che non possiamo chiamar il sacerdote “padre”?  No.  Primo di tutto apare che sì ma non è essattamente lo stesso.  Logicamente quando si interpreta Matteo 23 literalmente non potremmo chiamar nessuno “padre”, “papa” o “babbo”.  Perché si dice, “E non chiamate nessuno ‘padre’ sulla terra” e “perché uno solo è il Padre vostro, quello del cielo” (v. 9).  Anche si scrive, “Ma voi non fatevi chiamare ‘rabbì’ [maestro]” (v. 8).  Forse debbiamo di smettere di chiamar il professore ‘maestro’.  Molti teologi rittono che Gesù proibì i farisei di chiamarsi padri perché rifiutarono Gesù come Messia e declinarono agli israeliti la sua misericordia.  Anche Santo Stefano chiamò i farisei “padre” e più tarde il Signore “il Dio dei tuoi padri” Abramo, Isacco e Giacobbe.

È fascinante veder una connezione tra sacerdote e padre nella Bibbia.  La parola presbitero origina del termine greco significando ‘anziano’ e perciò spiritualmente un’anziano.  Seccondo Tito 1:5 San Paolo ordina a San Tito, vescovo di Creta, di nominare presbitero in ogni luogo.  Si vede qui un’esempio anziano del ruolo episcopale sotto una chiesa particolare o diocese.  Si capisce che questi presbiteri non sono padri biologicamente benché a la maggior parte sarebbero anziani cronicamente.  È possibile diventare anche quando non è familiar; a questo dice San Paolo che i fideli hanno Abramo come padre (cf. Romani 4:11).

E che del sacerdozio ministeriale in contrario del sacerdozio di tutti i credenti?  San Paolo usa linguaggio sacerdotale come “il mio servizio a Gerusalemme torni gradito a quella comunità” (cf. Romani 15:31), i gentili come “una oblazione gradita, santificata dallo Spirito Santo” (v. 16) ed i presbiteri come “amministratori dei misteri di Dio” (cf. Corinzi 1, 4:1).  Da quella volta ignsegna la Sacra Tradizione che questi misteri di Dio sono due cose: i Sacramenti e le dottrine di Dio; seccondo la teologia cristiano orientale significa misterio Sacramento o dottrina.  Come sacerdote è distributore delle grazie di Dio che si contengono nei Sacramenti ed insegna le dottrine di fede.  Si implica un sacrificio nel sacerdozio.  Ma che tipo di sacrificio si offre?  L’unico Sacrificio del Corpo e Sangue di Cristo si distruibono.  Eventualmente sorgé il termine in persona Christi per chiarir il ruolo sacerdotale e come si offre il sacrificio quando si offrì dal Sumo Sacerdote una volta per tutte.  Questo si vede, “[H]o ricevuto dal Signore quello che a mia volta vi ho trasmesso” (Corinzi 1, 11:23).  Sant’Ignazio spiega che non si offre forse senza il vescovo o un presbitero, detto, “Sia ogni Eucaristia valida che si offre dal vescovo o da chi che ordina” e “Dove sta il vescovo, sia anche la gente, dove sta Gesù Cristo sta la Chiesa cattolica” (Epistola agli smirnei 8:1-2 [tradutto dallo spagnolo]).

Perciò si bisogna di più sacerdoti.  Unicamente può offrire il sacerdote la Eucaristia perché solamente lui può consacrar il pane e vino per convertirli nel Corpo e Sangue di Cristo.  Ogni luogo bigosna di preti (rf. Tito 1:5) per distribuir e conferir i Sacramenti.  Quindi bisognamo più preti per la distribuzione e conferenza dei Sacramenti ai fedeli.  Se ritteni che sia chiamato al sacerdozio, contatta la diocesi locale.  Se no, pensalo comunque.  Nell’ovest ci sono più uomini che non vogliono sposarsi; anche se problematico può esser anche una gran opportunità di ingaggiarli nel sacerdozio.

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